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Prodotti e soluzioni per il superamento
delle barriere architettoniche

Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili?
21 Ottobre 2026

L’esperienza e gli insegnamenti dell’Access City Award

Il tema dell’accessibilità è diventato sempre più centrale negli ultimi anni. Non si tratta più soltanto di eliminare barriere architettoniche, ma di ripensare gli spazi rendendoli veramente fruibili da tutti. È in questo contesto che si inserisce l’Access City Award, un concorso promosso dalla Commissione Europea e dallo European Disability Forum.

Il premio finale viene assegnato alle città che si distinguono rispetto ad altre per gli interventi concreti e le strategie strutturate, in grado di migliorare l’accessibilità degli spazi pubblici, dei trasporti, dei servizi e della comunicazione.

In IREDA Rampe Disabili Milano abbiamo parlato più volte di questo Contest europeo nel nostro blog, prendendo in considerazione le vincitrici dell’anno, a dimostrazione che tanto c’è ancora da fare e che, per fortuna, in tanti si stanno muovendo per attuare vere e concrete migliorie.

Ed è proprio guardando alle città vincitrici che si possono apprendere numerosi insegnamenti e scoprire come la tecnologia moderna sia un grandissimo alleato per rendere più accessibili spazi pubblici e non solo.

Ma soprattutto si comprende che l’accessibilità non riguarda solo scale, pedane per disabili o ascensori, ma anche altri ambiti come trasporti pubblici, comunicazione e servizi. Esistono diverse tipologie di disabilità e tutte meritano di ricevere la medesima attenzione.

Le città europee premiate: interventi concreti e visione di lungo periodo

In questo articolo non vogliamo riportare un lungo elenco di città vincitrici, ma vogliamo mostrare quanto importanti e innovativi siano stati gli interventi che hanno portato queste città sul gradino più alto del podio. Tra queste c’è anche Milano, vincitrice nel 2016. Ma andiamo con ordine.

Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili: rampa in un condominio disabili 01
Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili: rampa in un condominio disabili 02

Nel 2026 ha vinto la città spagnola di Zaragoza che si è distinta per aver applicato un approccio globale a favore dell’accessibilità, intervenendo su servizi, spazi pubblici e trasporti. Questo è il classico esempio che solo interventi sistemici e non isolati portano a veri vantaggi per la popolazione.

Nel 2025 esce vincitrice Vienna (ne abbiamo parlato approfonditamente nell’articolo che puoi leggere a questo link) puntando su una strategia integrata fortemente concentrata sui trasporti pubblici, senza però dimenticare anche l’accessibilità digitale e informativa. Vienna si era creato un piano per l’inclusività da attuare nel giro di alcuni anni: altro esempio di come sia importante avere una visione di lungo periodo.

Altre vincitrici sono:

  • San Cristóbal de La Laguna (2024): anche in questo caso assistiamo ad un approccio integrato che coinvolge anche gli edifici storici. L’accessibilità nelle location storiche è un tema molto vicino a noi di IREDA, non a caso abbiamo avuto il piacere di rendere accessibili numerosi luoghi di importanza storica come il Mausoleo di Sant’Elena a Roma, il Museo del Tesoro e del Duomo di Monza e il Museo della Villa di Traiano ad Arcinazzo Romano;
  • Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili: rampa alla banca di Desio

    Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili: rampa alla banca di Desio

    Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili: rampa in un condominio

    Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili: rampa in un condominio

    Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili: rampa in una chiesa

    Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili: rampa in una chiesa

  • Skellefteå (2023): questa città svedese merita una particolare menzione perché è ricorsa alle innovazioni tecnologiche per migliorare inclusività e accessibilità, come mappe tattili, pavimenti riscaldati in inverno per far sciogliere neve e ghiaccio, avvisi tramite SMS e assistenza a giovani con disabilità intellettive per aiutarli a vivere in modo indipendente;
  • Lussemburgo (2022): qui siamo in presenza di un caso completo, una città che non si è limitata a rimuovere barriere fisiche, ma a puntare anche su trasporti gratuiti e accessibili, segnaletica inclusiva e digitalizzazione dei servizi;
  • Breda (2019): caso molto interessante, perché si è attuato un modello partecipativo coinvolgendo direttamente le persone con disabilità e puntando su una progettazione condivisa. Progettare l’accessibilità con coloro che la vivono tutti i giorni è molto importante;
  • Milano (2016): la nostra bella Milano vinse per l’impegno profuso in diversi ambiti, dai trasporti pubblici all’accessibilità di edifici e spazi pubblici, fino alla cultura. La città aveva coinvolto diverse organizzazioni per attuare migliorie veramente valide. Un altro aspetto che premiò Milano fu la pianificazione a lungo termine: non interventi isolati, ma una vera integrazione dell’accessibilità nella pianificazione cittadina.

A queste città se ne aggiungono tantissime altre che, grazie al loro impegno, sono salite sul podio o hanno ricevuto menzioni d’onore dettate proprio dagli sforzi profusi nel mondo dell’accessibilità.

Tutte però sono accomunate da un aspetto molto importante: la visione di lungo periodo.

La lotta contro le barriere architettoniche non è uno sprint e non si deve basare su interventi isolati, ma è una maratona che presuppone un piano di medio-lungo periodo in grado di guidare gli interventi così da offrire veramente servizi e spazi accessibili a tutti.

Gli interventi che fanno davvero la differenza

Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili: rampa appoggiata ad un marciapiede per discesa disabiliTra le città vincitrici ci sono una serie di interventi ricorrenti che permettono di comprendere meglio cosa rende davvero efficace un progetto di accessibilità.

Tra gli interventi più significativi troviamo:

  • Riqualificazione dei percorsi urbani con eliminazione di ostacoli e dislivelli;
  • Adeguamento di edifici e spazi pubblici;
  • Miglioramento dei trasporti, dalle fermate ai mezzi;
  • Sviluppo di sistemi informativi chiari e accessibili;
  • Integrazione dell’accessibilità nella pianificazione urbana nel lungo periodo.

E le città italiane? Esempi concreti di accessibilità nel Bel Paese

Ad oggi, Milano è l’unica città italiana che è riuscita a vincere il primo premio all’Access City Award, ma numerose sono le città che hanno ricevuto menzioni d’onore.

Piacenza è stata premiata nel 2026, perché ha puntato sullo sviluppo di soluzioni digitali e comunicative inclusive, evidenziando come l’accessibilità passi anche attraverso l’informazione e l’interazione con i servizi.

Un altro esempio è quello di Faenza che ha ricevuto una menzione speciale nel 2024, grazie alla sua capacità di migliorare l’accessibilità in un contesto complesso, caratterizzato da situazioni emergenziali. Ricordiamoci infatti che nel 2023 Faenza (insieme ad altri Comuni e Province) visse momenti drammatici a causa di diverse inondazioni. Nel caso di Faenza, l’attenzione si è concentrata sulla continuità degli accessi e sulla fruibilità degli spazi anche in condizioni difficili.

Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili: rampa entrata banca DesioTra le menzioni speciali troviamo anche Firenze (2021), città molto complessa, perché deve conciliare costantemente l’accessibilità e la tutela del centro storico dall’enorme valore. Non è infatti facile operare in contesti storici, soprattutto se sottoposti alla tutela della Soprintendenza e noi di IREDA lo sappiamo benissimo. Ma sappiamo altrettanto bene quanto sia importante agevolare non solo i propri cittadini, ma anche i turisti che visitano le città d’arte: se le location turistiche diventano più inclusive e accessibili, aumenta anche il turismo!

Anche Alessandria ottenne una menzione d’onore nel 2017 per la grande continuità di impegno della città a rendere l’ambiente urbano accessibile a tutti i cittadini.

Questi esempi, e molti altri a livello europeo, dimostrano come l’accessibilità non dipenda esclusivamente dalla dimensione della città, ma dalla capacità di sviluppare soluzioni concrete, adatte al contesto e orientate nel lungo periodo.

Accessibilità in contesti complessi: il caso delle location storiche

Tutte le città europee, grandi e piccole, presentano centri o monumenti storici che fanno parte della nostra lunga storia. Queste location, per quanto belle e preziose, rappresentano anche un problema di accessibilità. Quando furono costruite, infatti, non vi era la sensibilità moderna, ma nel renderle accessibili non si deve correre il rischio di impattare negativamente sulla loro bellezza e struttura.

I vincoli imposti dalla Soprintendenza servono a preservare un patrimonio storico e artistico che non ha pari e guidano il nostro operato. In IREDA Rampe Disabili Milano ci siamo trovati spesso a operare in contesti di questo tipo (come per l’installazione presso il Mausoleo di Sant’Elena a Roma) e sappiamo bene che non possiamo proporre nessuna installazione fissa, ma puntare su soluzioni mobili che possono essere posizionate in caso di necessità e rimosse dopo l’uso.

Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili: rampa in un centro storico 01
Cosa Possiamo Imparare dalle Città Europee più Accessibili: rampa in un centro storico 02

Nonostante la nostra esperienza nel campo, non si tratta tuttavia di sfide semplici, perché i luoghi storici sono sempre diversi e sempre molto complessi.

Molte città premiate nel corso degli anni si sono dovute scontrare con queste realtà, sviluppando soluzioni innovative in grado di migliorare l’accessibilità senza però compromettere il valore storico e culturale degli spazi.

Cosa possiamo imparare da queste città europee?

L’invecchiamento della popolazione europea è ormai una realtà e ci spinge a progettare ambienti accessibili e abbattere le barriere architettoniche ancora presenti.

In questo contesto, il concorso europeo Access City Award diventa ancora più importante perché spinge tutte le realtà europee a mettere in atto cambiamenti concreti, dando così il buon esempio e idee che possono essere replicate anche in altre città.

Parlando proprio delle città vincitrici, cosa possiamo imparare da loro? Le loro esperienze e le loro migliorie mostrano con chiarezza che l’accessibilità è efficace quando viene affrontata come un processo continuo. Non si tratta quindi di un intervento isolato, ma di un percorso che, per andare a buon fine, richiede:

  • Visione progettuale;
  • Competenze tecniche;
  • Capacità di adattamento ai diversi contesti;
  • Attenzione alle reali esigenze delle persone.

Solo unendo questi elementi possiamo trasformare gli spazi in ambienti realmente accessibili.

Progettare oggi le città di domani

L’accessibilità non è più un’opzione, ma una componente fondamentale della progettazione contemporanea. Intervenire e progettare bene oggi significa anticipare le esigenze di domani, rendendo gli spazi più inclusivi, sicuri e fruibili nel tempo.

Per quanto riguarda le barriere architettoniche attualmente presenti, eredità del passato, la soluzione è da ricercare in prodotti per l’accessibilità affidabili, sicuri e provvisti di Dichiarazione di Conformità CE come quelli che offriamo in IREDA Rampe Disabili Milano.

Puoi toccare con mano tutti i nostri prodotti visitando il nostro show-room montascale e lo show-room pedane per disabili in compagnia di un nostro tecnico che risponderà a tutte le tue domande.

Per maggiori informazioni e per fissare un appuntamento presso la nostra sede, contatta i nostri uffici. 

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